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LA STORIA DEL COMUNE DI NOLE
Nole è citato per la prima volta in un documento
del 1209 nell'accezione " Novolis". Altri testi antichi vi
fanno riferimento con i toponimi "Novulae", "Nollis",
"Nolle.
La tradizione locale vuole che il nome Nole sia derivato
proprio dal verbo latino nolle (non voler sottostare), a
simboleggiare la perenne protesta attuata dagli abitanti nei confronti
di Ciriè, per quanto riguarda, soprattutto, il pagamento di dazi
e gabelle.
Secondo gli storici, invece, il nome parrebbe derivare da Novulae
(oasi in mezzo ai boschi).
Nole esiste già intorno allanno 1000, infatti allinterno
della Chiesa parrocchiale di San Vincenzo, nel corso di lavori di restauro
e rifacimento del pavimento effettuati nel 1984, sono stati ritrovati
i resti di una chiesa romana risalente allanno 1100. La prima
testimonianza di comunità autonoma si ritrova però solo
dal XIV secolo. Sino a quel periodo Nole fece infatti parte della Castellania
di Ciriè.
Il primo documento scritto che cita la Chiesa risale al 1312, quando
essa risulta alle dipendenze della pieve di Liramo, centro abitato ora
scomparso, situato tra Ciriè e Nole (la tradizione vuole che
la distruzione di Liramo sia stata la salvezza di Nole).
Nel 1336, Margherita di Savoia, vedova del Marchese Giovanni I di Monferrato,
reggente la Castellania di Ciriè, permise agli abitanti del "locus
Novolarum" di costruire intorno alla Chiesa un recetum,
cioè un recinto di mura con fossati, ponti levatoi e saracinesche,
a difesa di uomini e beni dai continui saccheggi.
Di queste opere di difesa si conservano un tratto delle mura e i resti
della torre-porta verso Villanova, inglobati in una tipica costruzione
(angolo via Garibaldi- via S.Vito): mentre le vie del centro storico
evidenziano chiaramente l'impostazione urbanistica dell'antico borgo
fortificato.
Nei secoli successivi vi furono numerose liti con il comune di Ciriè,
in particolare per la definizione dei confini e per luso delle
acque per lirrigazione dei campi.
La comunità Nolese già sin dal 1420 si procurò
la gestione autonoma del forno locale senza dover dipendere dai nobili
del luogo e nel 1441 ottenne dal Duca Ludovico di Savoia Savoia, la
licenza di un canale proprio, in seguito condiviso con Villanova.
Nel XVI secolo Nole subì, come tanti paesi del Canavese, gravi
danni per le ripetute guerre che si combatterono.
Nel 1561 il duca di Savoia confermò (dopo lesborso di buone
somme da parte dei Nolesi) definitivamente i privilegi e le franchigie
che Nole si era nel tempo conquistati.
Nel mese di settembre 1578 attraverso il territorio di Nole fu fatta
transitare la Santa Sindone, durante il trasporto da Chambery a Torino,
passando per le Valli di Lanzo.
Tra la fine del XVI secolo e linizio del XVII una grave pestilenza
decimò gli abitanti di molti paesi del Canavese;
Nole non fu esente da questo flagello e perse molti dei suoi cittadini
residenti.
Il 30 luglio 1705 Nole subì un violento e pesante saccheggio
ad opera delle truppe francesi, dirette a Torino per lassedio
della città; a farne le spese fu in particolare la Chiesa parrocchiale
di San Vincenzo Martire.
Il XIX secolo fu relativamente tranquillo. Verso la metà del
secolo cominciarono ad insediarsi anche a Nole le prime industrie, tra
cui: la Fabbrica Paradiso (conceria), la Fornace Perotti, lo Stabilimento
Bender & Martiny (lavorazione dellamianto e della gomma elastica).
L'industrializzazione si intensificò nei primi decenni del'900
con la ditta Bertoldo per lo stampaggio e la lavorazione dei metalli,
la Filatura Craviolo, la Fabbrica Nazionale Pizzi e la celebre tessitura
Magnoni & Tedeschi.
Risale a questi anni la fondazione della "Società degli
operai di Nole" trasformata poi in "Società Operaia
di Mutuo Soccorso", esistente tutt'oggi.
La crescente richiesta di mano d'opera favorì l'immigrazione
dalle vicine vallate alpine e quindi dal Nord Italia, determinando il
graduale incremento della popolazione residente, passata dai 2.872 abitanti
di inizio secolo ai 3.505 del secondo dopoguerra.
Gia nel corso del XIX secolo e fino alla metà del XX, Nole fu
conosciuta anche per una importante e fiorente attività artigianale:
la fabbricazione dei foet (fruste).
Tra laltro la maschera del carnevale Nolese è il Foatè
(frustaio). Il primo artigiano, divenuto poi industriale, del settore
fu Vincenzo Fiorito, nellanno 1859. La sua industria fu attiva
sino al 1939.
La prima e la seconda guerra mondiale, costarono la vita a numerosi
giovani Nolesi. In quegli anni pesante fu anche lemigrazione alla
ricerca di lavoro, in particolare verso lArgentina e gli Stati
Uniti dAmerica.
Dopo la seconda guerra mondiale, invece, Nole subì il più
ampio e rapido incremento della sua storia. In particolare negli anni
a cavallo tra il 1950 e il 1975, il numero di case e, di conseguenza
la popolazione residente, furono rapidamente quasi raddoppiati.
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